1968: Un sentiero birichino attraversa il campo sportivo; no, non quello di oggi, quello di allora, l’incancellabile Piantale!; una folta distesa di alberi lungo la fossa, fa  cornice e riparo alle fontanelle sorgive e dona un’immagine ben  squadrata al nostro paesello; e il viale della stazione quasi senza alberi? Possibile? No, erano stati interrate da poco lunghe file di platani che ombreggeranno il percorso per oltre cinquant’anni, prima di essere sostituiti dai vicini liquidambar. E alla fine del viale il glorioso passaggio a livello di via Cigliano, ora scomparso per far posto al mito della “velocità”. E in via Mazzè, riparava dal sole un grande bosco, al posto delle attuali casette e villette. Hai visto la casa di riposo? Ma non c’era ancora, solo campi coltivati!. La scuola è sempre la stessa, quella sì, ma dietro di lei un bel boschetto di abeti che rinfrescava i ragazzi nelle giornate calde di maggio e giugno. E il viale di ippocastani per recarsi al cimitero? E il solitario condominio di via Strella cosa faceva lì? E via Tronzano, via Terzago, le chiese…, i campanili…, il Corso... quanti auguri dal lontano 1968.

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